Ed eccoci arrivati alla tanto attesa Festa della Madonna della Cintura!

Per tanti massinesi è un evento che richiama salite a piedi al monte, gesti di devozione e grandi pic-nic famigliari sulle pendici del monte. Amo, in questi miei primi mesi da parroco, ripensare alle tante tradizioni che i nostri avi ci hanno tramandato, per domandarmi quale messaggio importante ci lascino per l’oggi e come questi momenti vadano, al limite, rispiegati e rinnovati per i nostri tempi.

Per San Salvatore mi pare, anzitutto, di poter cogliere la bellezza del salire verso Maria Santissima e il movimento di lei che tende a noi la sua cintura: gesto tenerissimo che ci esprime una dinamica dialogica, una ricerca d’Amore tra il cielo e la terra. Noi tante volte ci sentiamo dei “padri eterni”, ricchi del nostro sapere e delle nostre tecnologie: basta però un nonnulla per metterci in crisi, soprattutto siamo sempre più pieni di mezzi di comunicazione e sempre più immersi in un’arida solitudine. Ripartiamo allora dallo stare in un silenzio fecondo a contemplare questa immagine di Maria: affidando al suo sguardo materno le faccende scottanti di questo momento della vita e imparando con lei a cogliere i segni della Divina Provvidenza!

Solo questa apertura all’Amore Divino ci darà poi di recuperare quel gusto per lo stare insieme che i nostri “vecchi” hanno tradotto nei momenti conviviali passati a San Salvatore. Se infatti sentiamo lo sguardo materno che si posa su di noi non possiamo che riconoscere negli altri, i fratelli e le sorelle, veri compagni di cammino e non potenziali scocciatori. Che Maria ci dia anche questa grazia di saperci imbarcare, così come siamo (con tutte le nostre e le altrui imperfezioni) verso questo percorso di legami e storie da iniziare o da ricostruire. Le belle immagini dei giovani a Lisbona per la Giornata Mondiale della Gioventù ci dimostrano che tutto questo è possibile: avanti dunque con coraggio e buona Festa!

don Fabrizio

Nella foto, la copertura del tetto del Santuario in piodelle: lavoro ormai quasi completato dalla ditta Bovio Tetti di Bellinzago. In particolare il Cantiere che ha riguardato la copertura della navata è stato sostenuto dai Fondi CEI dell’Otto per Mille, destinati agli edifici di culto.