
Carissimi, tanti auguri di buona Pasqua! Cristo è veramente risorto!
Questa è la grande certezza che proclamiamo come Chiesa, anche in mezzo a questo mondo incendiato dalle guerre che sembra bloccarci al sepolcro del Venerdì Santo. Questo blocco davvero ci sarebbe se l’umanità potesse contare solo su sé stessa ma, duemila anni fa, l’unico innocente, sacrificato sull’altare della croce, ha ridato una vita nuova a tutti coloro che si aprono alla Grazia della sua presenza! Davvero si è realizzata la parabola del seme che muore sotto il peso della terra ma, nel marcire, provoca il miracolo della vita nuova.
Il mio augurio, quest’anno, parte dalla gioia per la Campana di San Michele, che ha ricominciato a suonare, ricordando ai massinesi (ma anche alle altre comunità) che ogni giorno un gruppo di cristiani si trova a pregare, vivendo l’Eucarestia! Che bello!
C’è poi il volto del Crocifisso di San Damiano: grazie al Giubileo di San Francesco, lo stiamo incontrando più volte quest’anno. Una bellissima copia di questo Crocifisso (anche di notevoli dimensioni) è custodita presso il nostro Oratorio.
Sta maturando sempre più in me un pensiero: “È bello il desiderio che abbiamo di coinvolgere altri amici nella comunità, rischia tuttavia di non trovare percorsi efficaci se puntiamo solo sul fattore della socializzazione! Ciò che manca a molti è proprio un incontro personale con Cristo: quando questo avviene allora si arriva quasi con naturalezza a vivere un cammino comunitario. Se questo incontro personale non avviene, saremo sempre dentro la logica debole del: “duva ghé da mangià i beva, i végnan tuc”. Non fraintendetemi: apprezzo lo sforzo di chi si sta impegnando anche a promuovere una bella socializzazione ma credo davvero che per una comunità cristiana non basti! Auguro allora a ciascuno di voi, richiamato dal battito della campana, di poter fare l’incontro della vita con il volto amico di Cristo! Sia questa la premessa per una ritrovata pace nei cuori dei singoli, nella vita delle nostre famiglie e nelle dinamiche della vita sociale!”
Nella speranza di vedervi di persona e stringervi la mano vi rinnovo di cuore i migliori auguri, vostro, don Fabrizio

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